Hanno (di nuovo) sbagliato bersaglio

Nei giorni scorsi ho ribadito ai giornali quello che avevo già scritto qui sul blog, ovvero che trovo ingiusto prendersela con le sagre se non gira gente nei ristoranti. Alle uscite del consigliere IDV “Lula” Martini si sono aggiunte oggi quelle della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (nota comica: nella foto del link è presente una colonna portante delle sagre bussanelle…) , che probabilmente han fatto semplicemente copia e incolla da un comunicato stampa nazionale, che se la prende con sagre e feste di partito.

Infatti sagre e feste gastronomiche organizzate da pro loco e associazioni locali stanno sempre più diminuendo nella nostra Provincia (basta prendere un calendario delle manifestazioni dell’APT di 10-15 anni fa per rendersene conto) e a quanto mi risulta non ci sono più di una quindicina di serate annuali in totale in tutta la Provincia di feste di partito (quasi tutte del PD tra l’altro).

Ho una grandissima simpatia nei confronti di ristoratori e baristi, ma ribadisco: hanno davvero sbagliato (e di nuovo) bersaglio.

Chi se la prende con quelli sbagliati

Nei giorni scorsi è uscito sui giornali un comunicato stampa del Consigliere Provinciale IDV Martini, che in buona sostanza se la prendeva con le sagre, ree di fare concorrenza sleale alla ristorazione professionale.

Ovviamente non posso essere d’accordo: da ex Presidente dell’Unione Pro Loco della Provincia di Imperia, NON credo che vi sia concorrenza sleale, in quanto sagre ed eventi sono sottoposti esattamente alla stessa normativa dei ristoranti e inoltre, grazie al volontariato, reinvestono gli utili direttamente sul territorio.

Certo, ci sono quelle più riuscite, quelle più belle e quelle che promuovono meglio il territorio di altre, ma in buona sostanza non credo che Seborga e Triora sarebbero ora mete turistiche riconosciute a livello internazionale senza l’attività delle Pro Loco e che senza le mille piccole feste disseminate nelle decine di borghi del nostro entroterra nessuno si sarebbe reso conto delle bellezze nascoste dietro al mare. Anche la Cucina Bianca di Mendatica ha svolto un fondamentale lavoro di promozione per tutto il territorio dell’Alta Valle Arroscia.

Di certo, una migliore programmazione e un ruolo maggiormente incisivo della Provincia (dov’è l’Assessore al Turismo? può la Riviera dei Fiori non avere un assessore al Turismo???) potrebbe aiutare a valorizzare chi lavora meglio.

Ovviamente sottoscrivo la dichiarazione del Presidente UNPLI Fulvio Becagli e anche quella del consigliere Alberti di Triora, comune recordman in quanto sul suo territorio operano ben 4 Pro Loco e se sono contenti loro, qualcosa vorrà ben dire.

Una tabella interessante

Come tutti i sondaggi e le analisi statistiche, va presa con le pinze. Ciò nonostante, questa tabella dell’Istituto Cattaneo su Parma è la più interessante di quelle che ho trovato fin’ora in rete.

Lo scopo del gioco è confrontare i flussi di voti tra le Regionali 2010 e le Comunali dell’altro giorno, considerando i voti per i candidati sindaco e non per lista.

Nel dettaglio, i candidati sindaco sono:

  • Ghiretti: civico
  • Pizzarotti: M5S
  • Roberti: civico + rifondazione
  • Ubaldi: UdC + civiche
  • Bernazzoli: PD + IDV + SEL + comunisti italiani + civiche

Nell’ultima parte a sinistra della tabella trovate invece i candidati Presidenti di Regione, ovvero:

  • Errani: centrosinistra
  • Bernini: centrodestra
  • Favia: M5S
  • Galletti: Udc

I dati più interessanti:

  • gli elettori IDV del 2010 sono andati in massa a votare, ma oltre metà ha scelto nel 2012 il candidato del M5S.
  • l’astensione ha colpito pesantemente i votanti nel 2010 sinistra radicale, di cui quasi un quarto non è più andato a votare (nonostante la presenza di diverse liste e candidati afferenti a quel mondo)
  • gli elettori PD 2010 sono stati i più “fedeli”, confermando per 4/5 il voto al centrosinistra
  • gli elettori UdC 2010 hanno disertato al 30 % le urne
  • gli elettori leghisti e del PdL sono quelli che hanno seguito di meno le indicazioni di partito (i loro candidati non sono nemmeno tra i primi 5 arrivati), rifugiandosi nelle liste civiche e centriste e per la Lega paradossalmente al 40 % quasi nel M5S e 15 % circa nel centrosinistra.

Ovviamente il caso di Parma è molto particolare, ma in buona sostanza mostrerebbe come il PD pur non eccellendo, in buona sostanza “tenga botta” abbastanza bene – molto meglio dei suoi competitor a sinistra – mentre il supposto decollo del Terzo Polo in realtà non ci sia (anzi!) e l’exploit di due anni fa di Lega e IDV venga assorbito dalle liste del M5S.

Non mi sbilancio a dire che da questa analisi parziale si possano dare risposte su tutt’Italia, tutt’altro, ma può essere un primo esempio di studio (credo!) serio sui flussi elettorali del post-Berlusconi e post-Bossi.

Una visione d’insieme

Segnali di vita nel varipinto mondo dell’opposizione ponentina.

Innanzitutto i grillini sanremese hanno regalato una “palla d’argento” a Zoccarato per Natale. Ovviamente non posso che apprezzare, visto che avevamo portato anche noi (quando eravamo GDiovani) i regali di Natale all’allora Presidente della Provincia Gianni Giuliano e quelli dell’Epifania a Zoccarato (featuring Befana e Babbo Natale). Dato che crediamo entrambi nel copyleft, non gli chiederemo il copyright sull’idea.

Non c’è pace dentro FLI invece, a seguito di un comunicato abbastanza roboante di alcuni iscritti di Sanremo, il coordinatore provinciale Fossati risponde con alcune precisazioni e gli autori del comunicato Calvi e Pardini si dimettono dal Partito per protesta. Si tratta del secondo abbandono in pochi anni: arrivavano infatti entrambi dall’IDV.

Da quest’ultimi si apprende della fuga in avanti sulla questione acqua dell’IDV, spinta dal segretario provinciale Cascino, lo stesso che aveva criticato PD e SEL per una presunta fuga in avanti a Sanremo (dimostratasi inconsistente).

Guardarsi attorno basterebbe per motivare alla partecipazione di massa nel PD. Un recente summit nella NewDemWestCoastCasta (ovvero il sottoscritto e i consiglieri Davide Damonte di Diano Castello e Giorgio Montanari di Imperia) siamo andati a vedere l’evento “ma cosa vuole ‘sto Civati?” a Savona. Non sono ovviamente potuti mancare squisiti episodi folkloristici, come la barista all’ingresso della sala “ma siete venuti a farvela menare fino qui?” oppure scoprire gli sguardi dei SVdem (uguali a quelli di una scolaresca che vede una mandria di panda) che sussurravano timidi “quelli del PD di Imperia… allora esistono sul serio…”.

C’è l’impressione da parte di molti disinformati che il personaggio in questione sia una specie di sfasciacarrozze, mentre in realtà è apparso estremamente costruttivo e connesso alla realtà. Tanti gli spunti emersi durante la serata, saranno la base per un lavoro che si protrarrà nel tempo.

 

Danni collaterali

I sondaggi dicono che se si fosse andati a elezioni PD, IDV e SEL avrebbero vinto le elezioni con un margine tale da poter praticamente evitare di fare campagna elettorale. Il Paese sarebbe così rimasto senza guida per mesi nella situazione economica peggiore dal dopoguerra, ma nessuno avrebbe potuto attribuirne le responsabilità al centrosinistra. Evidentemente c’è chi pensa più al Paese che a vincere le elezioni: non ci piace vincere facile. E’ questo quello che ci ha raccontato Jean Leonard Touadi prima di parlarci di Africa, globalizzazione, ambiente e turchi e cinesi più veloci e furbi di noi.

Uno dei problemi che il Governo Monti dovrà affrontare sarà gestire la riconversione professionale di tutti coloro che avevano fatto dell’antiberlusconismo militante e dell’indignazione continua e permanente un’occasione di visibilità e di spazio generalmente rifiutatogli altrove. Il danno che queste persone hanno fatto all’Italia e alla dialettica politica è secondo solo a quello fatto dai quattro governi di Berlusconi messi assieme.

Attualmente parecchi di questi, evidentemente a corto di idee, si stanno sperticando in tesi complottiste e ridicole, ad esempio condividendo sui social network video-opinioni sul Monti di VOYAGER (il programma TV che sostiene che esistano gli alieni, i fantasmi ed Elvis Presley) oppure del neonazista inglese Nigel Farage (uno che in confronto Borghezio è persona seria, moderata e compìta). Non si butta proprio via niente, eh?

Anche questo modo gossipparo di condividere informazioni non affidabili è un lascito dei vent’anni appena trascorsi e spero si possa andare presto oltre.

Da un certo livello in su

Ridicole, inutili e squallide le polemiche su “chi è salito sul carro del vincitore” da un certo livello in su, ovvero quelle che compaiono sui media nazionali. In diversi mesi di campagna referendaria, se si va a scavare si trovano ovunque collaborazioni strutturate e produttive tra movimenti referendari locali e sezioni e circoli dei partiti, addirittura dal momento di raccolta delle firme. Molto spesso i partiti sono stati abbastanza furbi da tenere un passo indietro e non dispiegare le bandiere attaccando la grancassa. Aggiungo che si percepiva chiaramente un’ostilità diffusa nei confronti in particolare del PD, mentre era molto più sfumata nei confronti di altri partiti (IdV, SeL, FdS), che sono stati però chiaramente corresponsabili di molte scelte tendenti a liberalizzare i servizi locali negli ultimi vent’anni.

Il PD nazionale e Bersani si si sono spesi in maniera compatta solo nelle ultime settimane, dopo una grande prova di democrazia interna venuta da alcuni che avevano visto lungo e da centinaia di circoli, che hanno spinto i vertici a schierarsi in maniera decisa e risolutiva (perchè, non nascondiamocelo, senza l’ultimo sprint avviato dal PD il quorum non si sarebbe raggiunto): l’atteggiamento corretto sarebbe stato “hanno vinto i referendum e ha perso il Governo Berlusconi, i comitati hanno fatto un grande lavoro, noi abbiamo dato una mano”.

Allo stesso modo i promotori dei referendum avrebbero dovuto riconoscere l’aiuto e l’appoggio disinteressato che è sempre venuto da quella cosa meravigliosa che è la base del PD che è partito anni or sono: a Sanremo ad esempio il percorso comune è cominciato anni or sono. Pertanto, prima di criticare (e a ragione) i vertici democratici, i leader referendari (nazionali, aggiungo in seguito ad osservazione) dovrebbero riconoscere, almeno ora, l’impegno profuso da dei compagni di strada più che bistrattati.

Primarie a ponente?

Si fanno strada ultimamente diverse discussioni, visto il risultato amministrativo, su come prepararsi ad affrontarlo anche qui a Ponente. Ovviamente le vittorie che hanno fatto più rumore sono state quelle di Milano, Napoli e Cagliari, ovvero tre casi in cui le primarie non hanno girato a favore dei candidati espressi dal PD. Ci si dimentica degli ottimi risultati di Torino, Bologna, Salerno, Novara e Trieste, ma questa può essere un’altra faccenda.

Premettendo che quando il candidato migliore ce l’ha un altro partito anche più piccolo è giusto che lo metta a disposizione della coalizione e che venga sostenuto lealmente da tutti, credo che queste siano state più eccezioni che altro: nei 35 capoluoghi in cui si è vinto quest’anno, 28 (ovvero l’ottanta per cento) avevano un candidato del PD (il rimanente sono 2 “civici”, 3 di SEl, 1 dell’UDC e 1 dell’IDV). Entrando poi nel merito, a Napoli la situazione era talmente fuori da ogni logica che alla fine ha vinto un candidato che non si è voluto presentare al secondo turno di primarie, a Milano ha vinto le primarie contro un candidato del PD proveniente dalla cosiddetta società civile un bravo politico di lungo corso e a Cagliari si è imposto su altri candidati un giovane brillante, pacato e serio. Ne risulta quindi che nella realtà “normali” non è successo niente di nuovo: vince un candidato esperto, serio e rassicurante.

Ovviamente le primarie sono un ottimo sistema per scegliere il miglior candidato a quelle che sono chiamate cariche monocratiche. Ci devono essere comunque alcune condizioni chiare e irrinunciabili:

  • aver chiara e fissa coalizione e programma di massima
  • stabilire un regolamento condiviso per lo svolgimento senza intoppi
  • avere più di un candidato “vero” – le primarie tanto per farle meglio evitarle…
  • essere tutti d’accordo nell’utilizzo di questo sistema

SEL le ha già richieste per l’anno prossimo su Taggia e Ventimiglia. Personalmente sono d’accordo, alle condizioni citate qui sopra, a farle anche a Sanremo (quando sarà il momento). Preciso solo che non esistono coalizioni fisse e naturali a livello amministrativo: a Taggia ad esempio ora SEL e PD sono all’opposizione e IDV è in maggioranza, a Sanremo esistono esperienze civiche organizzate importanti, che non seguono indicazioni di segreterie nazionali.

E’ giusto riflettere su quello che succederà in futuro, ma personalmente andrei magari più a fare campagna per il referendum in questi giorni, cosa che PD e GD della west coast stanno facendo e bene su tutto il territorio provinciale, specie all’infuori del proprio classico entourage.

Sciliche? (via un blog per conservarsi)

Incredibile ma vero.

Sciliche? Dal profilo Facebook dell’on. Domenico Scilipoti: Infiltrato o delirio? … Read More

via un blog per conservarsi

Tradizioni IDV

Oggi si parla molto di Razzi e di Scilipoti, usciti (come ormai un deputato su quattro) dall’Italia dei Valori. Oltre ai due fenomeni di cui sopra, una situazione similare riguardò anche Americo Porfidia, anche lui ora fedelissimo tra i berluscones.

Ci dovremmo in tanti ricordare anche di Sergio De Gregorio, che ha contribuito a minare dal primo giorno il governo Prodi dal 2006 al 2008.

Valerio Carrara però me l’ero scordato: l’unico senatore eletto nel 2001 dall’IDV, che annunciò l’adesione a Forza Italia il primo giorno della legislatura.

Che dire, un partito giovane ma che pare tenere fede alle sue tradizioni!

Ominicchi verdi

La Lega Nord si diverte spesso a livello locale e nazionale a far finta di essere l’opposizione della maggioranza (come in alcuni casi recenti a Sanremo dimostrano…), ma ultimamente la cosa risulta sempre meno credibile. Su alcune tematiche sostenute da una parte degli amministratori della Lega a volte non ho potuto non essere d’accordo, ma purtroppo non possono più dipingersi come un partito diverso dagli altri.

La vicenda delle quote latte, in cui di fatto sostengono che alcuni allevatori lombardi che non hanno rispettato la legge per anni non devono essere multati perchè sono elettori leghisti, è emblematica, così come quella dei generosi contributi pubblici alla scuola privata della moglie di Bossi, che nel frattempo ha sistemato anche il figlio pluriripetente in Consiglio Regionale (alla faccia di tanti militanti leghisti più svegli e preparati di lui).

E’ uscito “Metastasi”, un libro di un giornalista di Libero (quindi non dovrebbe essere un pericoloso comunista…) che racconta come la ‘ndrangheta abbia appoggiato pesantemente esponenti leghisti di primo piano e di governo. C’è poi una brutta storia di gestioni opache di cooperative verdi fallite di cui era titolare “Porcellum Calderoli”, oltre al fallimento a fuoco d’artificio della Banca Popolare di Lodi.

Su questo e altri episodi era uscito alcuni mesi orsono “Un PO di contraddizioni – il libro verde della Lega”, un libro talmente ben fatto che è stato copiato integralmente da alcuni militanti IDV.

Ho trovato poi particolarmente fastidioso il fatto che alcuni Legaioli ponentini si divertano a puntare il dito verso i problemi di smaltimento di rifiuti di Napoli, quando anche la Lega locale non ha saputo fare niente qui in Provincia di Imperia, pur essendo sempre nella stanza dei bottoni della gestione rifiuti provinciale. E se non siamo coma a Napoli, è solo perchè abbiamo ricevuto aiuto e solidarietà da altre provincie e dalla Regione.

 

Leggera divagazione:

Bisognerebbe sempre ricordarsi  del pulpito da cui si parla, come dovrebbe sapere anche Angelo Dulbecco, giovane pidiellino un po’ su di giri, che spara sentenze a casaccio come racconta superbamente Giovannazzo. Abbiamo deciso di non rispondere più, perchè “all’uccello che non merita la botta non si spara”.