Porto Franco – Off the Report

Per chi se la fosse persa, al link qui sotto trovate il servizio di Report sul Porto di Imperia. Faccio appena notare che è la seconda volta in un anno che vengono in West Coast….

Buona visione.

 

Porto Franco – Off the Report.

Un minimo di civiltà

Credo che non ci sia bisogno di spiegare ulteriormente cosa io pensi di Claudio Scajola. Si è capito che non mi sta granchè simpatico, no?

Credo però che l’attuale dibattito su SanremoNews sul caso – scorte sia disumano. Cito un passaggio di una lettera:

I politici dovrebbero aggiustarsi con scorte e mezzi privati e,soprattutto, pagarseli di tasca propria!  E poi, un po’ di repulisti, non farebbe di certo male! 

Sono letteralmente rabbrividito. Sono convinto che uno Stato debba tutelare le idee di tutti e se c’è qualcuno che potenzialmente rischia qualcosa per le proprie idee, è giusto che lo Stato faccia il possibile perchè non abbia a rischiare la propria vita.

Anche se il motivo per cui è a rischio di azioni terroristiche è il suo ruolo nel rilancio del nucleare e io sono antinuclearista convintissimo. Anche se la persona in questione negli anni scorsi esibiva scorte su auto blu e mezzi aeronavali con fare da Vicerey nelle colonie d’oltremare. Anche se la persona in questione è il principale responsabile dell’arretratezza politica, economica e sociale di questa Provincia. Anche se la persona in questione aveva fatto togliere la scorta a Marco Biagi (suggerita da Navic).

Con la scusa della crisi e dell’antipolitica non possiamo tagliare anche quell’ultimo minimo di civiltà che ci è rimasto.

Novanta giorni fa

Tre mesi fa si svolse il congresso provinciale del PdL a Taggia.

Obiettivi urgenti:

  1. ricomporre la frattura a Taggia – in alternativa, evitare la riconferma di Genduso
  2. difendere il recente passato amministrativo azzurro
  3. sostenere Giunta e Sindaco di Imperia
  4. tenere tutte le posizioni acquisite
  5. ricompattare le fazioni scajolani – minassiani

 

Direi che in meno di cento giorni è successo l’esatto contrario:

  1. Genduso a Taggia ha vinto su Alberghi e Albanese divisi
  2. Aumentano ogni giorno politici di centrodestra che sparano sul proprio schieramento
  3. Strescino ha sfiduciato la Giunta e dopo un mese di reciproci veleni, è caduto grazie all’appoggio fornito dai suoi ex consiglieri all’opposizione
  4. La maggior parte degli amministratori sta cercando di “svicolare” dalla cappa pidiellina e il centrodestra perde terreno anche nel ponente savonese
  5. Ormai il fronte degli scontri quotidiani Eugene VS Claude si è allargato a tutta la Liguria

 

Di fatto, il PdL ponentino non esiste più.

 

Chissà come mai, sui media locali il fatto quasi non sussiste.

Dopo due mesi

Il Congresso provinciale del PdL a Taggia si è svolto due mesi fa. In quella data veniva “eletto” un consiglio di 30 nomi e veniva celebrata “l’unità del Partito” e il fatto che non vi fossero amministratori incriminati.

Vediamo un po’ la situazione ad oggi:

  • Luigi Sappa (cons. n°1) è chiuso in un lungo mutismo nonostante il suo pesante coinvolgimento politico nella vicenda Porto
  • Maurizio Zoccarato, Marco Cambiaso e Giorgio Giuffra (cons. n°2,3,4) stanno facendo da sanremesi e rivesi in trasferta campagna elettorale attiva a Taggia contro il candidato Sindaco “ufficiale” del PdL Mauro Albanese (cons. n° 5)
  • Paolo Strescino e Paolo Montesano (cons. n°6,7) stanno facendo la guerra ai loro ex “compagni” d’avventura Massimiliano Ambesi, Piera Poillucci, Roberto Rommelli, Antonello Ranise ed Emilio Broccoletti (cons. n°8,9,10, 11, 12)
  • Massimiliano Iacobucci e Walter Torassa  (cons. n°13,14) si stanno fronteggiando senza esclusione di colpi nella commissariata Bordighera
  • Claudia Lolli, Andrea Piana e Gianni Berrino (cons. n° 15,16,17) osservano senza farsi tirare troppo in mezzo (ma malcelando insoddisfazione) sia le sparate del loro primo cittadino sia il caciarone iperattivismo e l’ipertrofia mediatica del medesimo.
  • Gianni Giuliano e Alberto Bellotti (cons. n°18,19) sono stati rinviati a giudizio per la questione rifiuti.
  • Gianni Ascheri e Paolo Barabaschi (cons. n° 20 e 21) si leccano le fertie dalla loro martoriata Ventimiglia, con continue dispute con gli antiScullino di lungo corso come l’assessore provinciale Giovanni Ballestra (cons 22)
  • Completano il panorama i “bolscevichi” scajolani Luigino Dellerba (sindaco di Aurigo – cons n°23) ed i “menscevichi” minassiani Valerio Urso (vicesindaco di San Bartolomeo), Armando Biasi (sindaco di Vallecrosia), Stefania Rulfi, Cristiano Za Garibaldi (assessore a Diano Marina) e Olmo Romeo (cons. n°24, 25,26,27,28).
  • Buoni ultimi Benedetto Adolfo (vicesegretario della Provincia- cons. n°29), esponente dei “giovanardiani”, insieme all’assessore provinciale Cristina Barabino (cons n° 30), abbandonata dal partito e dalle correnti.
Ho evitato di proseguire con l’elenco dei membri di diritto e cotillons.
Mi sembra evidente che quest’accozzaglia non è più in grado di gestire assieme nemmeno una tombolata di beneficenza e hanno fatto il congresso poche settimane fa. A voi le conclusioni.

A posto così

Prima c’è stato lo scandalo della casa di Scajola a Roma e tutto quello che è successo dopo. Poi il bunga bunga e le dimissioni di Silvio. Poi i soldi in Svizzera e le dimissioni di Emilio Fede. Adesso si scoprono le questioni della famiglia Bossi…

Di tutto quello che ti avevo chiesto, caro Babbo Natale, manca ancora il castello dei LEGO e due pacchetti di miniciccioli. Poi siamo a posto così.

 

 

PS: #sischerza

PORTOBELLO

Da youtube

Facciamo i conti con lo SGAP

In sintesi, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un cambio epocale nella nostra Provincia.

Questo perché i nodi sono venuti al pettine, e tutti insieme: i commissariamenti di Bordighera e Ventimiglia, il sistema portuale da… sistemare (Ospedaletti, Imperia e Ventimiglia arenati, Portosole e Aregai con vari cantieri bloccati), i progetti che si dimostrano irrealizzabili (la Zona Franca a Ventimiglia, l’Aeroporto “Intercontinentale” di Albenga, l’Incubatore di Imprese, il vecchio “Filobus di Cristallo”) e più in generale tutti i piccoli e grandi progetti che sono stati il simbolo diretto e indiretto del feudo scajolano.

Il concetto di feudo è qualcosa di medievale: nel mondo contemporaneo e ancor di più in quello futuro pensare che si possa essere autosufficienti è un utopia e purtroppo lo SGAP, il Sogno del Grande e Azzurro Ponente si è infranto per la sua intrinseca debolezza.

Non sono però stati pochi quelli che hanno con costanza, serietà e competenza combattuto questo pensiero unico, specie quando prendeva scorciatoie un po’ troppo pericolose, e sto parlando di molti consiglieri del mio Partito che a Bordighera, Imperia, Sanremo e Ventimiglia (ma non solo), dove si stava andando lo dicevano da anni. Non è di grande soddisfazione vedere che avevano ragione, ma deve essere la base per una successiva riflessione. Diciamo che in pochi si sono resi conto del lavoro che l’opposizione non ideologica stava facendo e diamo per scontato che (tanto è di moda) sia sicuramente colpa del PD.

Facendo un ragionamento un poco più finemente mediatico, è evidente come questo tipo di lavoro, più tecnico, sia meno “notiziabile” di un’opposizione magari più chiassosa. Aggiungendo che in tanti in questa Provincia allo SGAP ci avevano creduto, forse qualcuno nei media locali poteva pensare che il target medio del lettore imperiese non fosse poi così interessabile dai puntuali ma forse un po’ noiosi avvertimenti che uscivano a ogni seduta dalle sale consiliari. Dato che però dallo SGAP si stanno svegliano in tanti, potrebbe essere opportuno pensare che questo target di cui sopra si stia assottigliando e che potrebbe essere interessante allargare la visuale.

Per il centrodestra questo potrebbe essere un grande momento di crescita se avrà la capacità di mettersi in discussione davvero al suo interno e di elaborare una ricetta che possa tirare fuori questa terra dal baratro in cui sta cascando. Non penso ci sia nessun motivo logico per cui si possa anche solo lontanamente pensare che ci riuscirà, ma è un’ipotesi “accademica” fantapolitica affascinante. In realtà nella storia, quando un sistema feudale entrava in crisi complessivamente, è sempre stato incapace di trovare una risposta efficace dal suo interno. Sono fortunatamente cambiati i sistemi per la sostituzione della classe dirigente dall’epoca medievale.

Per tutte le opposizioni ora invece si deve cominciare a pensare seriamente a come tirare fuori questa Provincia dal cul de sac in cui si trova ora. Serviranno ricette nuove, una robusta dose di realismo, idee e voglia di lavorare in squadra.  Non metto in discussione la passione, quella c’è sempre stata e non mancherà di certo.

Dietro la calma apparente

Il Congresso del PdL si è svolto questa domenica ad Arma di Taggia, a villa Boselli. Già la location è indicativa e concorde coi toni dimessi dell’evento e degli interventi: sono passati i bei tempi delle adunate oceaniche, delle scenografie pacchiane, delle graziosissime hostess acclamanti. Un po’ come passare dalla business class di Emirates Airways al peggio seggiolino dell’ultimo Ryan Air.

Nulla comunque ha turbato la quiete apparente: nessun richiamo all’economia stagnante o alla sempre maggiore infiltrazione delle criminalità organizzate in Riviera, ma grandi richiami alla responsabilità che bisogna mostrare. Ci si scopre anche un filo europeisti.

Quindi tutti sobri, responsabili e unanimi verso il nuovo rampollo di casa Scajola, Marco?

Non proprio: a margine del Congresso si è infatti insinuata una lettera al Presidente della Provincia Sappa  non resa pubblica, ma che credo si possa immaginare fortemente critica verso una gestione attendista e congelante dell’Ente Provincia. Diciamo che non si trattava propriamente di un fulmine a ciel sereno, perchè l’idillio della maggioranza coesa a Palazzo del Governo è durato proprio poco (anche se i giornali non l’hanno evidenziato come probabilmente avrebbe meritato).

I “ribelli” rappresentano ormai la maggioranza del gruppo consiliare azzurro e sollecitano da molto tempo una svolta. La loro insoddisfazione, un po’ celata e un po’ mostrata, rischia di essere il punto di rottura da cui può partire una vera e propria slavina su tutto il Partito di Berlusconi a ponente: gli “insoddisfatti” sono infatti in molti, lividi ma taciturni, e “probabilmente” la sintesi trovata è più virtuale che reale.

Sommati questi fattori all’arretramento del PdL nei sondaggi (ormai quasi a metà consenso rispetto al 2008), alla crescente insoddisfazione verso l’operato delle amministrazioni locali azzurre, le inchieste giudiziarie imperiesi su spiagge e porti di Oneglia e Porto Maurizio, gli scioglimenti dei Comuni-corazzata di Ventimiglia e Bordighera e soprattutto la crisi di immagine della figura di Claudio Scajola sono fattori troppo sottovalutati: sono infatti pesanti fratture all’interno di un fronte nevoso ormai pesantemente compromesso, per cui potrebbe davvero bastare un niente perchè ne parta una slavina che travolgerebbe tutto. E di certo il PdL di oggi non avrebbe più nè la forza nè i mezzi per fermarla.

La Provincia, i Sindaci e gli UFO

Riunione affollata stamattina in Provincia: erano presenti infatti oltre al Consiglio, una folta rappresentanza di Sindaci dei vari piccoli Comuni della nostra Provincia preoccupati per l’ultimo parto del nostro funambolico Governo, ovvero la soppressione de facto di tutti i piccoli Comuni e l’unione a forza con un meccanismo astruso, complicato e antidemocratico (“è come ritornare ai podestà controllati dal prefetto dell’epoca fascista” ha efficacemente sintetizzato il nostro capogruppo Riccardo Giordano). La soppressione di tutti questi consigli comunali per inciso costa come la mensa del Senato, ma andrebbe di fatto a bloccare la partecipazione costruttiva e volontaria che in queste realtà ancora esiste.

Oltre ai consiglieri, a qualcuno della Giunta e ai rappresentanti dei Comuni, erano presenti anche Vinai e la Sindaco di Orco Feglino dell’ANCI Liguria, che hanno annunciato un documento di vibrante protesta e alcuni pullmann per una manifestazione a Milano.

C’è stato poi un’ideona, ovvero il disconoscere le proprie radici e le proprie appartenenze nei fatti da parte del centrodestra ponentino, alle prese con una questione invero spinosa: la manovra è stata partorita dal centrodestra, e non si può rinnegare l’appartenenza a questa compagine, ma dobbiamo andare dietro ai “nostri” sindaci giustamente incavolati. Inoltre, la formulazione della legge di soppressione delle provincie piccole attesta nei fatti che il buon Claudio nel Governo conta più pochino: si sono inventati, al posto di “graziare” le province di confine, la nuova eccezione “escluse le provincie di 3000 kmq” per salvare Varese, Lecco e Sondrio – roccaforti tremontiane e leghiste – e tenere fuori Imperia.

Ammettere contemporaneamente che l’eliminazione dei piccoli comuni e della provincia che stava ospitando l’assemblea fosse un’idea del centrodestra e che l’inconsapevole Claudio non potesse metterci una pezza era molto difficile da sostenere, per cui la tesi sottintesa è stata che la finanziaria è capitata, come l’ondata di caldo di questi giorni o le giornate di pioggia a novembre. Al massimo l’avranno scritta gli UFO,  ipotesi che conferma numerose mie personali teorie sulla non-umanità di diversi membri di questo governo.

Quasi al termine della riunione, con un tempismo e un savoir faire invidiabili cui ci ha recentemente abituato, il Senatore Chiappori della Lega Nord si è lanciato in un discorso intricato e fumoso che partiva dalla dismissione delle Caserme Camandone di Diano Castello, passando per il referendum sul costituzionale fallito per finire con il Federalismo, la Sussidiarietà e altri termini a casaccio che giustificassero la creazione coatta del Comune unico del Dianese, facendo imbestialire diversi Sindaci – tra cui un imbufalatissimo Fausto Molinari, simpaticissimo primo cittadino di Airole – specie del Dianese (gli esponenti di San Pietro e Castello gli hanno “tirato le orecchie” con stile ed eleganza). Insomma, autorete a gioco fermo.

Il nostro gruppo ha richiesto un incontro col sottosegretario agli Interni Viale che ci venga a spiegare cosa ha intenzione di fare il Governo. Vedremo cosa succederà.

Ammucchiata

Pare che tutto il PdL del glorioso ponente riunito abbia partorito la soluzione:

- provincia unica fatta dalla somma di Imperia, Savona e Cuneo.

L’ultima volta che si erano visti per portare avanti una proposta comune, è stato quando volevano far ritirare le dimissione allo smemorato di Gorleri. Non hanno brillato per efficacia, ahi loro. Alcuni maliziosi sostengono che questa proposta è stata fatta solo sulla base di ragionamenti elettorali che garantiscano il più possibile un “feudo” più blindato possibile. Altri ancora più maliziosi che è stata una sparata gratuita – che tanto i giornali a Ferragosto pubblicano tutto e la voglia di approfondire del pubblico scarseggia sotto il solleone.

La fusione tra tre provincie è effettivamente interessante, ma credo che ci sia troppa poca omogeneità tra i territori interessati:  il nostro Ponente ha un’economia basata sul turismo e sull’agricoltura specializzata e mediterranea, con la montagnosa e collinosa Granda ci azzecchiamo pochino. La polenta non viene granchè buona ai frutti di mare.

La mia controproposta è pertanto di fonderci con le provincie di Sassari e Olbia – Tempio Pausania, sicuramente più turistiche e mediterranee. In alternativa, potremmo dichiarare la nostra annessione al Sultanato del Brunei. Non saranno capaci di dirci di no.