Ai cittadini la scelta

Le elezioni politiche della primavera 2013 sono sempre più vicine, e di pari passo le probabilità che la legge elettorale cambi in tempo purtroppo diminuiscono.
Per questo motivo è necessario che il Partito Democratico inizi quanto prima il percorso che porti allo svolgimento delle primarie, il metodo migliore per garantire la rappresentanza e la democraticità del Parlamento.Sono già stati redatti diversi regolamenti che garantirebbero tra le altre cose sia un’effettiva rappresentanza territoriale sia un’equa rappresentanza dei generi.

Il PD della Provincia di Imperia ha espresso questa volontà già dal 2010, ed è ora giunto il momento di dar seguito a quella decisione unanime, sia rendendosi disponibile ad organizzarle in autonomia, sia soprattutto sostenendo l’iniziativa di alcuni membri della Direzione Nazionale che in occasione della loro prossima riunione riporteranno all’attenzione dei dirigenti nazionali del PD la necessità di prendere definitivamente decisioni operative in merito.

Riteniamo che il Partito Democratico, come già il Segretario Bersani ebbe a dire pubblicamente, qualora la legge elettorale resti quella attuale si debba impegnare a restituire ai cittadini la scelta diretta dei propri rappresentanti in Parlamento.

Davide Damonte – Consigliere Comunale a Diano Castello
Alessandro Lanteri – Consigliere Provinciale
Giorgio Montanari – ex (da pochissimo ndb) Consigliere Comunale di Imperia
Luca Napoli – Assessore ai Servizi Sociali di Taggia

 

 

Parzialmente OT: carino vero?

Noi a Sanremo si sostiene Bersani

Il Circolo del Partito Democratico “Sanremo Centro” ha preso, dopo ampio e dibattuto confronto interno, un’importante e chiarificatrice posizione sul tema “Festival di Sanremo” anche in merito alle troppe illazioni che si stanno diffondendo incontrollate in città (grazie anche al solito lavoro di disinformazione dei soliti noti…).

In realtà non possiamo che stare da una parte sola, e anche convintamente: sosterremo con tutte le forze Bersani, per tutta la kermesse festivaliera.

Lettera a Sanremonews

Gentile Direttore,

ho letto la lettera di Alessandro Bono e vorrei rispondere più come semplice iscritto che come segretario di circolo del Partito Democratico alle pungenti osservazioni del mio omonimo.

Prima di tutto, il PD è attualmente non solo il più grande partito del centrosinistra, è uno dei partiti principali del centrosinistra nel mondo e soprattutto, dopo le ultime elezioni, è il primo partito in Italia. La finanziaria non è stata sostenuta dal PD, anzi! Mi sembra che Bersani sia stato molto chiaro su questo, anche nei pochi secondi che la televisione di pseudoregime è solita concederci. Da molto tempo sono state presentate proposte di miglioramenti e di cambi della politica fiscale e finanziaria di questo Governo, che può trovare dettagliate sul nostro sito. Semplicemente non aveva senso ritardare l’approvazione, scontata e inevitabile, della finanziaria in un momento di forte turbolenza finanziaria, a meno che non si volesse deliberatamente peggiorare lo stato dei conti pubblici italiani.

Il PD è conscio delle difficoltà in cui si trovano gli organi periferici dello Stato, ma non è vero che non ci siano differenze sostanziali tra le amministrazioni di questa destra e quelle di centrosinistra: per scendere nel locale, ad esempio a Sanremo si fanno le pubblicità de “le pupe e il secchiello” al posto di dedicare risorse agli asili nido.

Per quanto l’esempio argentino possa essere interessante dal punto di vista accademico, il welfare del paese di Buenos Aires è radicalmente differente da quello esistente in Italia e pertanto determinate soluzioni, come quella da Lei segnalata (ma anche similari esempi ecuadoriani o islandesi) dovrebbero essere adeguatamente studiati e rimodulati prima di essere attuati all’interno di un sistema molto più complesso e soprattutto completamente diverso, come quello italiano. Probabilmente l’applicazione della Tobin Tax (votata e proposta dal PD al Parlamento Europeo) diminuirebbe di molto la dipendenza della finanza pubblica dalle fluttuazioni dei mercati finanziari.

Credo personalmente che una politica che abbia il giusto rigore finanziario sia anche una tutela per i più deboli, che dovranno essere tutelati anche in futuro e per farlo sono comunque necessari conti in ordine. La situazione è estremamente complessa e sicuramente all’interno di una politica sempre più sguaiata e di un sistema dei media sempre più sensazionalista posizioni ragionate ed articolate fanno fatica ad essere adeguatamente riportate all’opinione pubblica.

Di sicuro, da una situazione di grave recessione economica (ma aggiungerei anche culturale e morale) ci si esce solo col contributo e lo sforzo di tutti. Di certo questa destra al governo non è in grado di risolvere nessun problema, a parte magari qualche magagna giudiziaria del premier.

In sintesi credo che il PD rappresenti al meglio un moderno centrosinistra riformista, che guarda soprattutto verso il futuro e se posso trovarvi un serio difetto è quello di non riuscire a spiegarlo per bene agli italiani: starà ovviamente a noi cercare di farlo al meglio in futuro.

Con la speranza di poter discutere con lei di persona (magari alla Festa Democratica in programma questa settimana a Bussana), la saluto cordialmente.

Alessandro Lanteri

Da un certo livello in su

Ridicole, inutili e squallide le polemiche su “chi è salito sul carro del vincitore” da un certo livello in su, ovvero quelle che compaiono sui media nazionali. In diversi mesi di campagna referendaria, se si va a scavare si trovano ovunque collaborazioni strutturate e produttive tra movimenti referendari locali e sezioni e circoli dei partiti, addirittura dal momento di raccolta delle firme. Molto spesso i partiti sono stati abbastanza furbi da tenere un passo indietro e non dispiegare le bandiere attaccando la grancassa. Aggiungo che si percepiva chiaramente un’ostilità diffusa nei confronti in particolare del PD, mentre era molto più sfumata nei confronti di altri partiti (IdV, SeL, FdS), che sono stati però chiaramente corresponsabili di molte scelte tendenti a liberalizzare i servizi locali negli ultimi vent’anni.

Il PD nazionale e Bersani si si sono spesi in maniera compatta solo nelle ultime settimane, dopo una grande prova di democrazia interna venuta da alcuni che avevano visto lungo e da centinaia di circoli, che hanno spinto i vertici a schierarsi in maniera decisa e risolutiva (perchè, non nascondiamocelo, senza l’ultimo sprint avviato dal PD il quorum non si sarebbe raggiunto): l’atteggiamento corretto sarebbe stato “hanno vinto i referendum e ha perso il Governo Berlusconi, i comitati hanno fatto un grande lavoro, noi abbiamo dato una mano”.

Allo stesso modo i promotori dei referendum avrebbero dovuto riconoscere l’aiuto e l’appoggio disinteressato che è sempre venuto da quella cosa meravigliosa che è la base del PD che è partito anni or sono: a Sanremo ad esempio il percorso comune è cominciato anni or sono. Pertanto, prima di criticare (e a ragione) i vertici democratici, i leader referendari (nazionali, aggiungo in seguito ad osservazione) dovrebbero riconoscere, almeno ora, l’impegno profuso da dei compagni di strada più che bistrattati.

Nichi e la natura incerta

Ho grande rispetto per chi fa politica, e ancora di più per chi la fa seriamente. Controindicazioni: pretendo lo stesso dagli altri.

Un atto poi che trovo di un’idiozia cosmica è sparare sulla barca su cui si sta cercando di salire. Sì, stavolta me la sto prendendo con Vendola. Non ho preconcetti nei confronti di SEL, penso che potrebbe avere un ruolo fortemente innovatore nella sinistra italiana e tra l’altro mi trovo molto bene personalmente e politicamente con i suoi esponenti sanremesi.

Credo però che il caro leader di SEL stia decisamente esagerando con le sue ultime dichiarazioni. No, non quelle sulla Bindi, cui è già stato risposto dalla diretta interessata.

“Io entrare nel Pd? Il futuro è un mare aperto, e quel partito mantiene una natura incerta. Potrebbe essere il Pd a dover confluire in Sel.”

Un minimo di rispetto tra alleati sarebbe d’uopo, anche perchè la genesi di SEL e della relativa leadership di Vendola è stata quanto meno complicata, visto che nei molteplici passaggi da Sinistra Arcobaleno a oggi si sono persi per strada Socialisti, Verdi, PdCI, RC, Nuovo Partito d’Azione, Radicali oltre a varie altre associazioni e movimenti minori e ancora oggi i suoi esponenti si riconoscebbero in almeno tre gruppi parlamentari diversi al Parlamento Europeo. Non credo quindi che dovrebbe fare queste dichiarazioni e penso che se si guardasse prima in casa sua sarebbe molto meglio.

 

Di ritorno da Roma

La mia ultima manifestazione da segretario GD, la mia prima da segretario del circolo Sanremo Centro.

Le cose che non sono andate: il treno che è partito all’andata in ritardo, il bar in cui abbiamo fatto colazione caro come un gioielliere e lo sprolocquio di Neffa prima dell’intervento di Bersani.

Per il resto, emozioni a non finire, all’andata e al ritorno. Anche un veterano da manifestazioni come Alfredo Schiavi era emozionato e saltellante, sorridente e simpatico come non lo vedevo da un po’.

Giornata piena di giovani e qualche vecchio sparso un po’ dappertutto… Entusiasmo da prestare a chi non sa cos’è… Ci siamo ritrovati poi in piazza S. Pierluigi (pardon… S. Giovanni) per ascoltare chi ha iniziato il suo discorso con:” Democratiche, democratici, amici e compagni…” e qui l’ovazione ha raggiunto l’elicottero che svolazzava curioso nel cielo con la sua falce di luna. Ho conosciuto un compagno di Boves che mi ha parlato da Pisa (3/4 d’ora fermi…) a Genova dei suoi scorsi di vita. Ha vissuto l’eccidio di Boves (aveva 10 anni), la sua casa bruciata… la sua vita di uomo di sinistra nel corso del tempo, vive solo qui a Sanremo ed accudisce una signora conosciuta quasi cieca… Anche i miei compagni di Torino mi hanno cercato… ma l’alta marea dei “non Renzi” me l’ha impedito… Mi sono entusiasmato nel vedere la quantità di giovani presenti e di aver obbedito al “Chi non salta Berlusconi è…”. Alla mia età è stata una conquista… I miei due cartelli portati da due compagne di Imperia “Roma non fa’ la supida stasera…” e “…damme ‘na mano a fa’ diglie “io lascio”… è stato un successo… Anche quando prima della curva al Colosseo col megafono indicavo, ai manifestanti facendo da Cicerone, le finistre azzurrine dell’alloggio che Scajola, inconsciamente, doveva entrare in possesso… L’unico neo. Si è partiti con 28 minuti di ritardo e ci si è trovati un vagone a noi destinato senza riscaldamento… Al capotreno la protesta e lui, poverino, ha voluto fare l’elettricista al quadro comando e a momenti ci lasciava le penne per la scossa… Al che mi dice: “Avviserò Genova per un tecnico…” Mia risposta: “Più che un tecnico elettricista ci servirà un tecnico anti ibernazione… Veda lei che è il capo…”. E’ rimasto male… Meno male che poi a Roma il corteo ci ha “riscaldato” a josa…

 

Tanti ragazzi, venuti fin lì col loro circolo o la loro federazione e su cui altri poseranno presto il cappello (anche se il Corriere pensa ancora che la bandiera arancione sia quella dei precari…). Tante persone sorridenti, tranquille, serene e convinte. Educate, talmente educate che anche sotto “quella” casa di Scajola si sono limitate a cantare “noi la casa ce la paghiamo”.

Credo che poi il discorso di Pigi abbia decisamente messo i puntini sulle “I”.

Vieni via con me.
Care democratiche e cari democratici, amici e compagni,
questa piazza emozionante dice al Paese che siamo forti, che siamo pronti a combattere per le cose in cui crediamo.
Siamo pronti ad affrontare politicamente le scelte immediate, già dalla prossima settimana e siamo pronti a darci il passo per un cammino di cambiamento del Paese. Il cambiamento. E’ questo il messaggio forte che viene oggi da San Giovanni.
Anch’io ho il mio sogno. Il sogno di un Partito, il Partito Democratico, che possa finalmente dire all’Italia, parafrasando una bella canzone e una grande trasmissione televisiva: Vieni via, vieni via di qui, vieni via con me. Vieni via da questi anni, da queste umiliazioni, da questa indignazione, da questa tristezza. C’è del nuovo davanti, c’è un futuro da afferrare assieme, l’Italia e noi.

Pacco Doppio – reprise

Non ce l’ho fatta ad andare nè a Firenze da Renzi e Civati (come nemmeno Giovannazzo), nè all’Assemblea dei Circoli a Roma. Avevo intenzione di andare da tutt’e due le parti e mi fa molto piacere che parecchi si siano informati per sapere quale delle due “convention” avrei scelto: bene, non avessi avuto un tète a tète molto serrato con miss influenza, avrei scelto entrambe. <a href="//www.youdem.tv/witv/Default.aspx?id_video=7848354d-20d8-4121-bdd2-057529fcafaf&isDotTV=true"&gt;”>Grande comunque il discorso di Pigi a Roma.

Bene ha fatto in ogni caso a richiamare al rispetto per la “ditta”. Spero che lo stesso richiamo valga per tutti, Italianieuropei, Democratici Davvero, Area Dem, 360, Democratica, Insieme per il PD, Quarta fase compresi, dato tutti questi, prima o dopo, si sono dati da fare concretamente contro la ditta in maniera molto più fragorosa e controproducente.

Molto a mezzo

Uno dei problemi più seri che ha storicamente il centrosinistra è l’autoreferenzialità dei toni e  degli argomenti di cui decide di parlare. In realtà, abbiamo proposte estremamente concrete (qui una lista), ma fanno una fatica boia a uscire. Certo, finchè sui giornali si parla di Bunga Bunga e basta, è difficile far passare un qualsiasi messaggio che non sia sensazionalistico.

Sintomi evidenti della mancanza di informazione si avvertono a ripetizione. Durante il recente incontro al Borgo ad esempio ci siamo imbattuti in un distinto signore che non sapeva che il PD a Sanremo è all’opposizione del Sindaco Zoccarato. Altre volte è più una questione di ruoli: mi è capitato recentemente che una giovane ragazza si sia lamentata con me dell’incapacità della politica di risolvere una questione privata di tipo sindacale.

Tante cose che noi aficionados diamo per scontate, per la stragrande maggioranza della popolazione non lo sono e pertanto dovremo avvicinarci e confrontarci il più possibile con il più largo numero di persone possibile. Porta a porta, come vorrebbe Pigi, a Sanremo potrebbe essere complicato, visto che ci sono oltre 40.000 unità abitative, ma comunque cercheremo di essere molto a mezzo.

Ascoltare senza spocchia

Ieri c’è stato un importante evento: 150 GD intervistano Pierluigi Bersani a un anno dalle primarie 2009. Oltre a vedere tante facce ben conosciute ed apprezzate, si è dimostrato un’altra volta come in realtà di idee chiare, GD, PD e Bersani ne hanno molte più di quello che i media fan passare. In particolare, credo che l’organizzazione giovanile abbia al suo interno una classe dirigente molto preparata e competente, e numerosi amministratori. Youdem si sta dimostrando un contenitore capace di poter esprimere  grandi cose, per quanto l’audience sia rimasta sempre la stessa di quando la partorì “il segretario del PD che meglio sapeva pronunciare la zeta”.

C’è un però grosso come una casa: trovo estremamente fastidioso il tono di fastidio e di disgusto con cui si cerca di contraddistinguere le iniziative che arrivano da fuori della cerchia che adesso e a pieno diritto gestisce il Partito. Modestamente io ed alcuni altri, dalla periferia più lontana che ha deciso di restare in prima linea, percepiamo che è vero quello che dice il segretario Pigi, cioè che l’elettorato non percepisce il rinnovamento della classe politica sia una soluzione dei propri problemi, ma che senza qualcuno dei nostri attivo e motivato sarà difficile proporla, questa nostra soluzione. E questa soluzione ce l’abbiamo, sia chiaro.

Perchè se è ovvio che il rinnovamento di una classe politica ferma a venti anni fa è logico sia percepito maggiormente importante da chi è più coinvolto in politica, dovrebbe esserlo altrettanto capire che se la stragrande maggioranza dei nostri militanti è poco motivata, anche per questa ragione, sarà il caso di provare a perdere 3 giorni dietro a qualche ragazzaccio che pensa di avere qualche proposta in capa. Con tutto il tempo che abbiamo perso dietro ai Teodem, come minimo glielo dobbiamo per onestà intellettuale.

Personalmente, credo che a Firenze farò di tutto per esserci, almeno un po’.

Bersani sotto la mole

Ieri sono andato a Torino alla Festa Democratica nazionale con il pullmann organizzato da quei mattacchioni casinisti del PD di Bordighera. I primi complimenti se li meritano loro:  sono il circolo migliore della Provincia, fanno una festa stupenda, un mucchio di attività intelligente e sono soprattutto delle persone stupende, dietro la loro burberità. Spero che Bordighera si renda conto presto del tesoro che ha dentro di sè e che gli darà il giusto risalto.

Ho visto una bellissima festa, una Torino molto graziosa, elegante e viva e soprattutto ho visto che c’è voglia di farcela, pochissimo timore degli avvenimenti e un segretario tonico e con le idee chiare. Mica poco, al giorno d’oggi, in Italia.

“Argomenti ne abbiamo a bizzeffe per combattere e anche per divertirci un po’. Noi dobbiamo solo raccogliere tutte le nostre forze e metterle in campo. Le forze del centrosinistra, innanzitutto, alle quali avanziamo l’idea del Nuovo Ulivo. Adesso ognuno è di fronte alle sue responsabilità. Finiamola col gioco per cui per far vedere quanto uno è contro Berlusconi se la prende con il PD. Noi siamo rispettosi di tutti, noi vogliamo una coalizione univoca e coesa e siamo pronti a discutere con la coalizione tutti i percorsi comprese ovviamente, in caso di elezioni, le primarie. Le abbiamo inventate noi e quindi nessuno può tirarci per la giacca. Prima il comune progetto fondamentale, poi le persone: questo è il nostro metodo, perché il problema dell’Italia (dovremmo averlo già visto!) non lo risolve una persona sola.”

Messaggio agli alleati, forte e chiaro direi. Non sono mancate poi alcune delle fantastiche metafore bersaniane. Non so perchè, ma a me è piaciuto particolarmente il riferimento alla Fata Turchina che paga le case a qualcuno…

Dimenticavo di farvi vedere una bella scenetta, che merita parecchio.