Chi se la prende con quelli sbagliati

Nei giorni scorsi è uscito sui giornali un comunicato stampa del Consigliere Provinciale IDV Martini, che in buona sostanza se la prendeva con le sagre, ree di fare concorrenza sleale alla ristorazione professionale.

Ovviamente non posso essere d’accordo: da ex Presidente dell’Unione Pro Loco della Provincia di Imperia, NON credo che vi sia concorrenza sleale, in quanto sagre ed eventi sono sottoposti esattamente alla stessa normativa dei ristoranti e inoltre, grazie al volontariato, reinvestono gli utili direttamente sul territorio.

Certo, ci sono quelle più riuscite, quelle più belle e quelle che promuovono meglio il territorio di altre, ma in buona sostanza non credo che Seborga e Triora sarebbero ora mete turistiche riconosciute a livello internazionale senza l’attività delle Pro Loco e che senza le mille piccole feste disseminate nelle decine di borghi del nostro entroterra nessuno si sarebbe reso conto delle bellezze nascoste dietro al mare. Anche la Cucina Bianca di Mendatica ha svolto un fondamentale lavoro di promozione per tutto il territorio dell’Alta Valle Arroscia.

Di certo, una migliore programmazione e un ruolo maggiormente incisivo della Provincia (dov’è l’Assessore al Turismo? può la Riviera dei Fiori non avere un assessore al Turismo???) potrebbe aiutare a valorizzare chi lavora meglio.

Ovviamente sottoscrivo la dichiarazione del Presidente UNPLI Fulvio Becagli e anche quella del consigliere Alberti di Triora, comune recordman in quanto sul suo territorio operano ben 4 Pro Loco e se sono contenti loro, qualcosa vorrà ben dire.

Smentire se stessi

Ieri riunione paradossale in Provincia su Monesi: in pratica la Provincia ha smentito se stessa.

Si parlava infatti da tempo della prosecuzione dei lavori per una nuova seggiovia e dopo studi, riunioni, commissioni e sopralluoghi, la Provincia all’unanimità decise di privilegiare il percorso della seggiovia Sanremo rispetto a quella dell’Ubaghetto.

Ieri doccia fredda: in un anno dalle ultime riunioni non solo non si è smossa foglia, ma rischiamo di perdere sia il finanziamento Carige che quello dei fondi FAS per lentezze varie. E in ogni caso il progetto portato avanti finora dalla Provincia è stato quello scartato da tutti, ovvero quello dell’Ubaghetto. I presunti motivi di mancata compatibilità urbanistico-ambientale (incompatibilità del PTCP) accampati come scusa per aver portato avanti comunque l’idea scartata non hanno peraltro alcun documento tecnico a giustificazione e all’interno del Piano che teoricamente confliggerebbe in zona Monesi in ogni caso è già previsto un impianto a fune esattamente nella zona della seggiovia Sanremo.

Tutta questa sceneggiata di fronte agli amministratori di Cosio, Mendatica, Pornassio e Triora (tra cui la prima missione “estera” del neoassessore Cristian Alberti). E soprattutto, in presenza dell’Assessore Regionale Cascino, che ha detto che in Regione i fondi ci sono, ma che non è arrivato nessun progetto e che secondo il parere dei suoi tecnici non ci sarebbe nessun problema tecnico. Mah. Signorilmente, ha evitato di infierire sulla Provincia.

Ho la seria impressione che a parte l’unanimità dei consiglieri di tutti gli schieramenti, ci sia qualcuno che la seggiovia in cresta non la vuole proprio e sarebbe carino sapere chi è e perchè. In ogni caso per mesi e anni alcuni esponenti dell’Amministrazione Provinciale ha raccontato cose strampalate alle giunte dei Paesi interessati alla stazione sciistica una (propria) versione di fantasia degli avvenimenti per anni.

Nel corso del dibattito ho fatto notare che la Provincia si stava facendo bella con soldi non suoi (fondi FAS e Carige) e che pertanto sarebbe stato opportuno dimostrare che anche la Provincia crede in Monesi, investendo nella risistemazione della strada e nell’allargamento delle curve che non consentono il passaggio degli autobus (specie nel tratto Acquetico – bivio di Montegrosso).

Ulteriori commenti qui.

Come da Tavole a Villatalla

Decisamente West Coast inside. Complimenti ad Alex Antonov per pezzo e video.

A volte ritornano

Di Monesi avevo detto che ne avremmo parlato e infatti ne parliamo. Per adesso vi aggiorno:

- sono stati assunti per un mese e mezzo (dal 3 ottobre al 16 novembre) due operai da Alpi Liguri srl in liquidazione

- è stato redatto un bando per la gestione della seggiovia, con annesso disciplinare di gara e allegato tecnico per tenere aperto dal primo dicembre al 31 aprile.

In pratica, se non ho capito male, la stazione rimarrà 15 giorni incustodita, prima dell’affidamento al vincitore della gara. Tramonta comunque l’ipotesi di affidare Monesi alla Riviera Trasporti.

In bocca al lupo per questo bando, che è poi il secondo in due anni: l’anno scorso avevano già provato, ma c’era stata una sola offerta della società di Marino Arimondi (ex presidente di Alpi liguri srl), risultata poi incompleta.

Ritorna inoltre in auge l’ex Presidente di Alpi Liguri srl, cui sono nuovamente state affidate responsabilità dalla Provincia su Monesi. La reazione del nostro gruppo consiliare è stata quella prevedibile di forte contrarietà.

Stiamo inoltre sostenendo un progetto alternativo incentrato sulle piste migliori e i panorami più belli rispetto a quello proposto dalla Provincia per la seconda tratta. Visto come stanno andando le cose sul Saccarello, direi che siamo degli inguaribili ottimisti.

Stagione a rischio a Monesi?

Da riviera24.it

I rinnovati impianti sciistici di Monesi rappresentano un potenziale volano economico per l’entroterra imperiese, ma gli ultimi episodi della saga “Alpi Liguri srl” rischiano di danneggiare l’imminente stagione sciistica -  fanno sapere dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio Provinciale.

Gli esponenti PD poi aggiungono: Alpi Liguri srl è una società partecipata che si sarebbe dovuta occupare di Monesi e invece si è trovata impegnata su diversi e variegati fronti. Risultato finale: forte passivo di bilancio, talmente significativo da convincere la Provincia a liquidare la società e a prendere l’impegno di gestire la stazione in proprio. Al di là dei molti dubbi sollevati sulle procedure scelte, ora il rischio che si corre è quello di non assicurare l’operatività della stazione nei prossimi mesi: la stagione sciistica, ormai imminente, rischia di essere a “metà del guado” tra la gestione uscente e quella entrante, col rischio concreto in tal caso che il formidabile volano economico che Monesi rappresenta per gli abitanti delle Alte Valli Arroscia e Tanarello non si presenti nella prossima stagione invernale.

Questa interrogazione rappresenta sia uno stimolo ad attivarsi per l’Amministrazione Provinciale sia una testimonianza di quanto il PD sia conscio delle potenzialità e dei problemi della storica località sciistica.

La Provincia, i Sindaci e gli UFO

Riunione affollata stamattina in Provincia: erano presenti infatti oltre al Consiglio, una folta rappresentanza di Sindaci dei vari piccoli Comuni della nostra Provincia preoccupati per l’ultimo parto del nostro funambolico Governo, ovvero la soppressione de facto di tutti i piccoli Comuni e l’unione a forza con un meccanismo astruso, complicato e antidemocratico (“è come ritornare ai podestà controllati dal prefetto dell’epoca fascista” ha efficacemente sintetizzato il nostro capogruppo Riccardo Giordano). La soppressione di tutti questi consigli comunali per inciso costa come la mensa del Senato, ma andrebbe di fatto a bloccare la partecipazione costruttiva e volontaria che in queste realtà ancora esiste.

Oltre ai consiglieri, a qualcuno della Giunta e ai rappresentanti dei Comuni, erano presenti anche Vinai e la Sindaco di Orco Feglino dell’ANCI Liguria, che hanno annunciato un documento di vibrante protesta e alcuni pullmann per una manifestazione a Milano.

C’è stato poi un’ideona, ovvero il disconoscere le proprie radici e le proprie appartenenze nei fatti da parte del centrodestra ponentino, alle prese con una questione invero spinosa: la manovra è stata partorita dal centrodestra, e non si può rinnegare l’appartenenza a questa compagine, ma dobbiamo andare dietro ai “nostri” sindaci giustamente incavolati. Inoltre, la formulazione della legge di soppressione delle provincie piccole attesta nei fatti che il buon Claudio nel Governo conta più pochino: si sono inventati, al posto di “graziare” le province di confine, la nuova eccezione “escluse le provincie di 3000 kmq” per salvare Varese, Lecco e Sondrio – roccaforti tremontiane e leghiste – e tenere fuori Imperia.

Ammettere contemporaneamente che l’eliminazione dei piccoli comuni e della provincia che stava ospitando l’assemblea fosse un’idea del centrodestra e che l’inconsapevole Claudio non potesse metterci una pezza era molto difficile da sostenere, per cui la tesi sottintesa è stata che la finanziaria è capitata, come l’ondata di caldo di questi giorni o le giornate di pioggia a novembre. Al massimo l’avranno scritta gli UFO,  ipotesi che conferma numerose mie personali teorie sulla non-umanità di diversi membri di questo governo.

Quasi al termine della riunione, con un tempismo e un savoir faire invidiabili cui ci ha recentemente abituato, il Senatore Chiappori della Lega Nord si è lanciato in un discorso intricato e fumoso che partiva dalla dismissione delle Caserme Camandone di Diano Castello, passando per il referendum sul costituzionale fallito per finire con il Federalismo, la Sussidiarietà e altri termini a casaccio che giustificassero la creazione coatta del Comune unico del Dianese, facendo imbestialire diversi Sindaci – tra cui un imbufalatissimo Fausto Molinari, simpaticissimo primo cittadino di Airole – specie del Dianese (gli esponenti di San Pietro e Castello gli hanno “tirato le orecchie” con stile ed eleganza). Insomma, autorete a gioco fermo.

Il nostro gruppo ha richiesto un incontro col sottosegretario agli Interni Viale che ci venga a spiegare cosa ha intenzione di fare il Governo. Vedremo cosa succederà.

Sopralluogo a Monesi

Ieri abbiamo fatto un sopralluogo sulle alture di Monesi con un folto gruppo di tecnici, consiglieri e assessori provinciali. Buona parte di questi si è mostrata stupita del paesaggio che si è trovata davanti, dato che molti non si aspettavano uno spettacolare scenario alpino a così pochi km dal mare: io ovviamente non ero tra questi, dato che frequento abbastanza spesso questi luoghi, tant’è che ne ho anche già scritto in alcune (principalmente 1 e 2) occasioni .

Mi rimane ovviamente il dubbio che tutto questo possa essere stato organizzato come “spottone” per far dimenticare che la società che si doveva occupare del rilancio di Monesi è in via di liquidazione con un buco di due milioni di euro, per oltre il 90 % causato da spese che nulla c’entrano con il rilancio di Monesi. Va beh, peccato veniale, in fondo è stata una piacevole occasione per una gita in quota.

Mentre io stavo tempestando i tecnici – di cui mi fa piacere rimarcare la cortesia nel rispondere con precisione alle continue domande del sottoscritto – un gruppo elitario comprendenti i vertici di maggioranza e opposizione con scatto felino e passo da camoscio raggiungeva la vetta del Saccarello. Me ne sono accorto troppo tardi e non li ho quindi potuti raggiungere, ma faccio fin d’ora i complimenti per la forma fisica invidiabile, dimostrata sul campo.

Per andare più sul concreto, ci sono state presentate diverse opzioni complete di costi indicativi riguardanti diverse combinazioni di seggiovie e sciovie, nuove e usate, con o senza stazioni intermedie o prolungamenti, sistemi più o meno grandi di innevamento artificiale, riguardanti nello specifico due zone: quella del rifugio “Sanremo” – caratterizzata dall’essere la più panoramica e la più vasta – e quella dell’ex sciovia “Ubaghetto” – che ha piste naturali adatte ai principianti e in cui la neve si conserva naturalmente molto a lungo- .

Non ho avuto chiarimenti riguardo invece la possibile gestione della struttura e riguardo l’effettiva disponibilità dei fondi FAS da parte della Regione: il buon Tremonti se li tiene stretti ormai da anni, e senza di quelli l’è dura, dato che si tratta dei due terzi abbondanti dell’investimento possibile.

Monesi ha perso fin troppe occasioni fin’ora – anche recentemente-, cercheremo di non fargliene perdere altre.

Il menu musicale della Cucina Bianca

Sabato 20 agosto si terrà l’edizione 2011 della Festa della Cucina Bianca. Come da tradizione, la serata è anche un’occasione per far apprezzare alcune delle migliori e più particolari proposte musicali nel Ponente Ligure. Dato che NON è la solita sagra, NON può avere la solita musica da sagra, che non disprezzo assolutamente, ma che sarebbe decisamente fuori contesto nei caruggi di Mendatica. Niente polche, mazurche, pasos dobles e “non c’è pace tra gli ulivi” (anche perchè di ulivi su c’è n’è pochini).

Palco centrale “in u sagrau” (piazza della Chiesa) è quest’anno riservato ai Brüti e Bôi, vincitori del premio del pubblico nel 2010 al Festival “Musica nelle Aie” di Faenza. Repertorio dialettale ligure con arrangiamenti profumati di mille sapori musicali differenti.

Nell’aia del Museo Etnografico saranno invece presenti i Compagni di Viaggio, affermato gruppo tributo al grande cantautore Francesco De Gregori.

A Santa Caterina si vira verso atmosfere più energiche e volumi sicuramente più alti, grazie ai due gruppi ospitati in questa piazza: il primo, Quei Bravi Ragazzi, presentano un ricco menu a base di rock, funk e pop, mentre gli Innuendo presenteranno un doveroso tributo ai grandissimi Queen.

Poco più in alto c’è Piazzetta Ombrosa, dove si esibiranno le Arpie con le loro melodie celtiche, i NuevoArchiTango a dare un sapore argentino e a ricordare i tanti emigranti italiani andati in quel paese, il funk-progressive degli Attention Slap e le atmosfere rarefatte degli Acoustic Horizon.

Allo scoccare di mezzanotte, via alle danze con la musica altolocata nel terrazzino del Sindaco dai DJ Giova & Trama.

Mi sento di consigliare di portare la tenda, salire in orario pre aperitivo per montarla nel parco Canalette e di fermarsi poi a nanna, è più comodo e si evita di scendere a valle in ora tarda.

Commissioniamo

Dello scioglimento di Alpi Liguri srl ne avevo già parlato nel mio scorso post.

Come gruppo consiliare del PD abbiamo chiesto una commissione di inchiesta sulla vicenda: una società nata per costruire e gestire gli impianti sciistici di Monesi, e che si è ritrovata a fare di tutto (gestire la SPEI, vigilare Villa Nobel, amministrare un’attività col Demanio e gestire il controllo delle caldaie).

Tutto questo ha creato un buco di oltre due milioni di euro, e di questo solo l’otto per cento circa è stato causato dall’attività relativa a Monesi: un po’ pochino.

Il rilancio di Monesi resta una priorità e su questo anche il nostro gruppo consiliare è d’accordo; per fortuna ci sono già buone basi su cui lavorare, ma se non si cambiano modalità gestionali si rischia di aprire l’ennesima voragine che inghiotte denaro pubblico senza proporzionali risultati sul territorio.

Certo le solite cornacchie ammaestrate faranno girare le solite voci che la sinistra non vuole lo sviluppo di Monesi: non è così, lo vogliamo ancora maggiore,  ma per ottenerlo no ci si può più permettere di sprecare risorse.

La migliore risposta

L’ex Ministro Scajola rilancia sul nucleare, in un momento in cui anche persone tendenzialmente pro-atomo come Veronesi si fermano per riflettere e dopo le accuse di tangenti sul piano nucleare italiano via wikileaks.

La migliore risposta arriva dai molti pannelli termici e fotovoltaici che stanno spuntando ovunque in Riviera a cura di molti privati, i comuni di Isolabona e Ranzo avviano due centraline idroelettriche e la mia cara Mendatica, estremamente soddisfatta della prima attiva da quasi un decennio, si prepara ad avviare la seconda.