Matrimoni possibili

Se ne parla da un po’, ma troppo sottovoce e invece dovrebbe essere un tema di cui si dovrebbe discutere di più, perchè è un passaggio che può dare una significativa svolta amministrativa a tutto il territorio italiano. Sto parlando degli accorpamenti tra i piccoli Comuni. Alcuni di coloro che mi conoscono si stupiranno, sapendo quanto io sia legato alla mia Mendatica (e anche scherzosamente campanilista), ma è un fatto che nel mezzo del riordino generale della struttura dello Stato si parla di scioglimento delle province, di città metropolitane, ma poco di come rendere efficaci ed efficienti i servizi nei piccoli Comuni. E una delle vie proposte è proprio l’accorpamento.

Tra i motivi che spingono in questa direzione c’è la possibilità di razionalizzare i servizi, che è sempre più diseconomico gestire separatamente (anagrafe, ufficio tecnico, rifiuti, etc). Contro, c’èil rischio di “rompere” equilibri storici e di allontanare dalla cittadinanza enti che in molti casi funzionano meglio delle grandi città.

In concreto, andando a memoria, proposte di fusioni uscite sui giornali hanno riguardato varie zone della nostra Provincia: si parlava di comune unico del Dianese (mettendo assieme Diano Marina, Castello, Arentino, San Pietro, Cervo, San Bartolomeo e Villa Faraldi), di un’altro accorpamento allo sbocco della Valle Argentina (tra Riva, Santo Stefano, Pompeiana e Terzorio), di un nuovo Comune nell’Alta Valle Arroscia (tra Mendatica, Montegrosso, Cosio e Pornassio, con l’ipotesi di allargarsi a Monesi e Piaggia) e di un matrimonio alla foce del Nervia tra Camporosso e Vallecrosia.

A me piacerebbe che a parlarne fossero le comunità locali, che dovrebbero avere la possibilità di scegliere questa via per ottenerne vantaggi e non subirla come decisione imposta dall’alto (magari suggerita da qualche benpensante metropolitano che non conosce cosa vuol dire vivere in una piccola comunità). Una libera scelta, su cui magari è opportuno approfondire le questioni più pratiche caso per caso e trovare delle soluzioni pratiche e concrete.

Per chi ha voglia di approfondire la questione, c’è questo blog a tema che ha un titolo significativo: Bene in Comune

Ma quanto ci costi?

Per chi  se lo fosse chiesto, quanto prende in busta paga un consigliere Provinciale

La mia del 2011 (sono entrato in carica il 29 di luglio) ha come netto 402.67 €.

Di questo, devo versare poi il 15 % del lordo (531.44 €) al PD.

Baratto Matto

 

Un idea simpatica di alcuni amici.

Considerazioni sulla prescrizione

La prescrizione è una causa estintiva del reato concepita originariamente come del tutto eccezionale, per i casi in cui il decorso del tempo ha fatto venir meno l’interesse dello Stato alla ricerca e alla punizione del colpevole, che tra l’altro si presumerebbe  persona ormai molto cambiata rispetto all’epoca di commissione del reato. I tempi di prescrizione, diversi a seconda della gravità del fatto, erano comunque originariamente tali da non potersi neppure ipotizzare un’incidenza sul processo, i cui tempi di svolgimento erano (anno 1930, cui risale il codice penale vigente, con poche e semplici previsioni di reato, procedure più semplici e sommarie, in un contesto sociale ben più controllato) molto inferiori agli attuali. Per questo, fino a una ventina di anni fa i reati prescritti erano in una percentuale minima, al punto da richiedersene una giustificazione scritta da parte dei magistrati che li avevano avuti in carico.

Allungatisi i tempi medi dei procedimenti, si sarebbe dovuto pensare a una correlativa estensione dei termini di prescrizione se non addirittura a una completa revisione della materia. Al contrario, con la legge cosiddetta ex-Cirielli del 2005 quei termini sono stati notevolmente abbreviati per facilitare l’estinzione di processi riguardanti Berlusconi o suoi sodali: si è così arrivati agli alti numeri di oggi (oltre 140.000 reati prescritti nel 2010), che implicano un preoccupante spazio di impunità per i reati puniti con pena inferiore ai dieci anni (fra cui in particolare i reati di carattere amministrativo). La prescrizione, nei termini in cui oggi si configura, inficia il principio di legalità, mortifica l’autorità dello Stato, danneggia le parti lese, diminuisce le garanzie di sicurezza per i cittadini. Ce ne sarebbe abbastanza per ritenere la norma incostituzionale sotto vari profili (fra cui il principio di ragionevolezza e quello specifico di responsabilità penale), ma comunque un eventuale intervento della Corte costituzionale non gioverebbe per il passato, stante il principio del ‘favor rei’ (in caso di successione di norme, si applica quella più favorevole all’imputato).  

Fra le varie menzogne sbandierate allorché si fece votare alla Camera la cosiddetta “prescrizione breve” per gli incensurati, con cui si intendeva allargare ulteriormente gli spazi di impunità per reati come la corruzione e l’abuso di ufficio, è quella che la prescrizione dei reati corrisponderebbe ad un principio di civiltà accolto in tutti i paesi democratici. Di fatto la prescrizione in materia penale è sconosciuta nei paesi del sistema anglosassone (tutti ricordano la vicenda del regista Polanski, perseguito dalla giustizia americana per un reato sessuale risalente a più di trent’anni prima), e in altri paesi con ordinamenti simili al nostro cessa di decorrere nel momento del rinvio a giudizio, sì che la pratica in vigore in Italia è del tutto anomala rispetto al resto del mondo. Certo è che una prescrizione che continua a decorrere anche dopo l’inizio del processo, mentre cioè si sta svolgendo l’intervento repressivo dello Stato, è un non senso sul piano logico prima ancora che giuridico e non può non incentivare la più disinvolte manovre dilatorie dell’imputato con conseguente allungamento inevitabile dei tempi processuali.

Genesio, magistrato, ex presidente dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario e molto altro

Dare una pista a tutti

Sui media sta tenendo banco la questione dell’apertura della Pista d’Atletica di Pian di Poma, che sta incontrando diversi ostacoli. Come gruppo consiliare abbiamo presentato in Provincia un ordine del Giorno che chiede all’Ente di sostenere le spese di gestione di questa importante infrastruttura sportiva, visto che fa già lo stesso con gli analoghi impianti di Vallecrosia e del Prino.

Una risposta positiva da parte della maggioranza può essere un concreto aiuto oltre che un modo per mettere meglio in rete le strutture sportive esistenti.

Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale Luigi Sappa

 

Ordine del Giorno sul sostegno alle attività sportive in Provincia di Imperia

 

I sottoscritti consiglieri provinciali del gruppo PD presentano per la discussione in Consiglio Provinciale il seguente ordine del giorno.

 VISTA la “Convenzione per la gestione e l’uso del campo di Atletica Leggera A. Lagorio di Borgo Prino” tra Provincia e Comune di Imperia (approvata nel C.P. del 29 novembre 2011);

VISTO  il “Regolamento di utilizzo da parte delle Scuole e Società Sportive del Complesso Polisportivo Intemelio “Sen. Raoul Zaccari” di Camporosso”, approvato con deliberazione C.P. 93 del 16.12.2003;

APPURATO l’impegno dell’Ente Provincia ad incrementare e a diffondere la pratica sportiva sul proprio territorio per la valenza sociale e turistico-economica;

PRESO ATTO che ai suddetti due impianti sportivi si sta per aggiungere la nuova Pista d’Atletica di Sanremo, dotata di tutte le infrastrutture necessarie ad ospitare gare internazionali d’atletica.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI IMPERIA DA MANDATO AL PRESIDENTE E ALLA GIUNTA PROVINCIALE AFFINCHE’:

  1. Sostengano adeguatamente sia la fase d’avvio sia la gestione ordinaria della nuova importante struttura sportiva;
  2.  Promuovano adeguatamente le strutture esistenti in Provincia nella filiera del turismo sportivo;
  3. Favoriscano l’utilizzo delle medesime strutture alle società sportive e alle scuole della nostra Provincia.

La vista lunga

Quando Zoccarato straparlava dal palco dell’Ariston, in realtà si stava creando un alibi: la situazione finanziaria di Plazzo Bellevue è ormai al predissesto e a causa della sottovalutazione matuziana dei vincoli tremontiani del Patto di Stabilità, si sottoporrà  la città ad un vero e proprio bagno di sangue finanziario,  con un ricco menu di tagli di servizi, aumento di tasse e tariffe e svendita del patrimonio pubblico.

Il PD di Sanremo ha ritenuto inadeguato questo piano (che per la cronaca è stato “secretato”) perchè si tratta di provvedimenti tampone che non risolverebbero il problema in modo stabile e propone in alternativa un serio piano del recupero dell’evasione ed elusione fiscale affiancato ad una seria riorganizzazione dei servizi pubblici volta a creare sinergia ed efficienza.

A Ventimiglia nel frattempo è stata pubblicata la relazione che accompagna il decreto di scioglimento del Comune: questo documento smentisce totalmente sia la linea “minimizzatrice” del Pdl provinciale, quella “autoassolvente” della ex giunta intemelia e l’autoassegnazione di meriti nella vicenda da parte di alcuni amanti del protagonismo.

Pare invece che i “veri” motivi dietro lo scioglimento siano quelli più volte denunciati in pubblico dai consiglieri democratici ventimigliesi. Senza sottovalutare ovviamente il lavoro investigatorio istituzionale, voglio qui ringraziare i DemoVentimigliusi che si sono per anni trovati in mezzo al fuoco incrociato di chi li accusava di allarmismo e di chi sosteneva (a torto) che si fosse abbassata la guardia. I fatti hanno dimostrato il torto di entrambi i gruppi.

Insomma pare che il PD anche in piena Scajolandia ci veda lungo e che riesca a percepire l’arrivo dei problemi molto prima che avvengano. Sarà il caso di stare a sentire di più quello che esce dai circoli.

Come cambia l’Italia

Sabato 25 Febbraio 2012 Ore 17,00
Federazione Operaia Sanremese, via Corradi 47, Sanremo
COME CAMBIA L’ITALIA
SVILUPPO TURISMO CULTURA
intervengono
ON. MARIO TULLO 
Commissione Trasporti Poste Telecomunicazioni
GIANCARLO MANTI
consigliere regionale Presidente Commissione Cultura Formazione Lavoro

Nel 2011 abbiamo visto finalmente terminare l’ormai agonizzante governo Berlusconi e il 2012 si sta delineando come un anno di grandi cambiamenti sul piano della politica nazionale.

Il PD, conscio della necessità di provvedimenti urgentissimi per evitare il crack finanziario dell’Italia, ha sostenuto la formazione di un governo temporaneo, il governo Monti, per colmare al più presto, tra le altre cose, l’incredibile crisi di fiducia internazionale dell’Italia. È risultato poi chiaro a tutti che la politica di Monti non è la politica che avrebbe voluto il PD, e che perciò ci saranno molte cose da migliorare, soprattutto sul piano dell’equità.

Abbiamo percià pensato, come direttivo del Circolo del Centro, a una prima niziativa di informazione su questo argomento cruciale, con esponenti nazionali e regionali per meglio comprendere sia come sta cambiando l’Italia, sia quali sono le posizioni. le valutazioni e le prospettive del Partito Democratico. Sarà anche un occasione conviviale per un aperitivo insieme e per sottoscrivere o rinnovare la propria adesione al Partito Democratico.

Ti ringrazio fin da ora per la tua partecipazione

Monica Bersanetti
Segretario PD Sanremo Centro

La Festa della Madre Lingua a Sanremo

Martedì 21 a partire dalle 17 in piazza San Siro si svolgerà la prima edizione della Festa della Lingua Madre organizzata dall’Associazione Amici dei Popoli. Questa festa si svolgerà presso il salone parrocchiale di piazza San Siro e vedrà la partecipazione di diversi gruppi musicali, italiani e da tutto il mondo, per celebrare la Giornata Mondiale della Lingua Madre, istituita dall’UNESCO per il diritto di ogni popolazione di usare la propria lingua.

Il 21 febbraio è il giorno della Lingua Madre che è collegato alla eroica storia ed alla tradizione del Bangladesh.

Dopo 200 anni di governo coloniale da parte degli Inglesi, nel 1947 il 14 e 15 agosto sono nate due nazioni denominate India e Pakistan, e da qui l’Est Pakistan è divenuto, il Bangladesh mentre l’Ovest Pakistan che era diviso in due parti è divenuto l’attuale nazione Pakistan. Ma le due parti del Pakistan erano distanti 1200 Km l’una dall’altra e le lingue, le culture erano totalmente differenti: nell’est la lingua era il Bangla, nell’ovest l’urdu. C’è un proverbio che dice “Se vuoi distruggere una nazione per primo devi attaccare la sua lingua” e seguendo questo il Pakistan il 21 marzo 1948 il primo governatore Md. Ali Zinnah ha dichiarato alla folla “solo l’urdu deve essere la lingua dello stato” .

Il popolo dell’Est ha iniziato a ribellarsi ed il 21 febbraio 1952, gli studenti dell’Università di Dacca si sono opposti alla legge n. 144 affinchè il Bangla fosse lingua di stato. Alcuni studenti furono uccisi. Solo nel 1956 il governo Pakistano dichiarò che la lingua Bangla fosse la lingua di stato .

Da quel 21 febbraio la gente ricorda i caduti in difesa della propria lingua e seguendo questo grave fatto della storia nel 1999 l’Unesco riconobbe il 21 febbraio come Festa Internazionale della Lingua Madre, seguita nel 2008 dall’ONU.


Mandato a scomparire

Siamo esterrefatti dalla dichiarazione, secondo la quale, l’assenza fra il pubblico di alcuni imprenditori non pagati dal comune sarebbe dovuta alla mancanza di mille euro per comprarsi il biglietto.

In questa valutazione distorta del bilancio famigliare vogliamo ricordare al primo cittadino che ci sono famiglie che con mille euro hanno la preoccupazione di riuscire ad arrivare a fine mese.

Chiediamo pertanto al sindaco, in nome dell’interesse collettivo e a difesa dell’immagine della città, di non presentarsi più in pubblico e di farsi sostituire da persone più preparate e adeguate a sostenere l’immagine della città.

Il Circolo PD Sanremo Centro

Nel video notare le facce di Emma e Morandi…

Ragazzi da mettere in pista

Una delle grandi opere che Sanremo aspettava da anni era una pista d’atletica. Questo sogno pareva fosse stato reso realtà dall’amministrazione Borea, ma inspiegabilmente la struttura è praticamente finita e ancora non si può usare. I giovani atleti di Sanremo quindi giustamente protestano: per loro è incomprensibile avere un ostacolo insormontabile a pochi metri dal traguardo.

Ho presentato un ordine del giorno in Provincia affinchè l’Ente si attivi per sostenere questa importante struttura, che farà fare sport ai nostri ragazzi e che potrebbe portare nuovo turismo. Sono fiducioso in un suo accoglimento, perchè già ora sono sostenuti i campi di Vallecrosia e del Prino di mperia con significativi contributi, non vedo proprio perchè la Provincia non debba fare lo stesso anche con la migliore struttura atletica regionale.